Home > Blog > Tirocini lavorativi per persone con disabilità: conclusa la formazione del progetto Il Buon Lavoro

La formazione è finita. E adesso inizia la parte più importante.

Lo scorso 3 giugno, al Centro Polivalente di Catanzaro, si è concluso il percorso formativo del progetto Il Buon Lavoro, finanziato dalla Regione Calabria. Il passaggio dalla formazione all’azione: l’avvio di tirocini lavorativi per 10 persone con disabilità a Catanzaro, costruiti su percorsi personalizzati di inclusione sociale.

Non è stato solo l’ultimo giorno di formazione. È stato il momento in cui tutto è diventato più concreto: lavoro, autonomia, futuro.

Il Buon Lavoro: dalla formazione ai tirocini lavorativi

Il progetto Il Buon Lavoro è promosso dal Comune di Catanzaro, capofila dell’Ambito Territoriale Sociale, in collaborazione con l’ASP di Catanzaro – Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze. La formazione ha coinvolto persone con disabilità e le loro famiglie, i nostri tutor ed educatori di progetto, psicologi e operatori dell’ASP di Catanzaro. Le stesse persone con le quali, negli ultimi mesi, abbiamo costruito insieme questo percorso.

Nell’ultimo incontro non abbiamo fatto solo formazione. Dopo aver lavorato per settimane su competenze, orientamento e possibilità, abbiamo parlato di quello che viene dopo. Delle aspettative, dei dubbi, delle paure. Delle nostre e delle loro.

Gli sguardi sono diversi. C’è qualcosa in più. Un misto di attesa, paura, speranza. “E adesso?” “Come andrà?” “Sarò all’altezza?” “Chi ci sarà con noi?” “Riusciro a farcela?” “Ce la farà?” “E se non funziona?” “E dopo?”

Sentiamo la responsabilità, tosta e bella. Perché vogliamo continuare a dare risposte. Non solo promesse. Ma fatti. Con i 10 tirocini lavorativi che stiamo avviando, l’accompagnamento quotidiano. Con il lavoro fatto insieme in questi ultimi mesi.

A chi sono rivolti i tirocini lavorativi del progetto Il Buon Lavoro

I tirocini lavorativi previsti dal progetto Il Buon Lavoro sono rivolti a:

  • persone con disabilità fisica, psichica o sensoriale
  • cittadini presi in carico dai servizi sociali e sanitari.

Si tratta di persone che spesso restano ai margini del mercato del lavoro. Con questo progetto, invece, diventano protagoniste di un percorso concreto di inclusione e inserimento lavorativo.

Cosa succede dopo la formazione: al via i tirocini lavorativi

Con la conclusione della formazione, il progetto entra nella fase operativa: saranno avviati 10 tirocini lavorativi per persone con disabilità all’interno di aziende coinvolte grazie a un lavoro di rete e sensibilizzazione. Ogni tirocinio è costruito su misura: parte dalle competenze della persona, tiene conto dei bisogni e dei tempi individuali e punta allo sviluppo di autonomia e capacità professionali.

Il modello integrato socio-sanitario-lavorativo

Uno degli elementi più rilevanti del progetto Il Buon Lavoro è il modello integrato socio-sanitario-lavorativo. Nel concreto:

  • il Comune coordina e garantisce la presa in carico sociale
  • l’ASP definisce e monitora i percorsi personalzzati sul piano socio-sanitario
  • noi accompagniamo le persone con tutoraggio, orientamento e inserimento nelle aziende.

Questo significa una cosa precisa: i servizi non lavorano più separati, ma insieme. Ed è qui che i tirocini lavorativi per persone con disabilità diventano davvero efficaci.

“Dopo di noi”, “progetto di vita” sono parole importanti. Noi vogliamo adesso tradurle in pratica e fare un passo concreto verso il loro futuro. Con l’ASP di Catanzaro – Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, con il Comune di Catanzaro: pubblico e privato sociale che lavorano insieme, come dovrebbe essere.

Abbiamo messo insieme persone, competenze, paure e possibilità. E abbiamo scelto di non fermarci alle parole, ma di cominciare davvero. Per non lasciare le persone sole e costruire insieme un percorso sostenibile di autonomia e lavoro.

Nonostante una legge regionale vecchia di ventitré anni, in Calabria l’integrazione socio-sanitaria non è ancora sistema. Sociale e sanitario continuano a camminare su binari paralleli, con linguaggi diversi e responsabilità separate.

Eppure, a volte, il primo passo è molto più semplice di quanto sembri: sedersi intorno allo stesso tavolo. Comuni, ASP, cooperazione sociale, imprese. Ognuno con il proprio ruolo e le proprie competenze.

Questo progetto non risolve tutto, però dimostra una cosa: quando le istituzioni decidono davvero di parlarsi, il welfare smette di essere un labirinto e può diventare un percorso. Perché i Progetti di vita o cambiano le vite, oppure non cambiano niente. Domani si parte. E non è poco.

dice il presidente Giancarlo Rafele.

L’impatto sociale: autonomia, lavoro, qualità della vita

I tirocini lavorativi per persone con disabilità generano un impatto concreto:

  • maggiore autonomia personale
  • sviluppo di competenze professionali
  • miglioramento della qualità della vita
  • rafforzamento del ruolo sociale

Ma l’impatto non riguarda solo i beneficiari. Riguarda il territorio, le aziende, il modo stesso di fare welfare.