Home > Blog > La XVIII edizione del Seminario Nazionale “La Tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza” si è conclusa!

Si è conclusa la XVIII edizione del nostro Seminario Nazionale di Studi ‘La Tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza’. Quest’anno dedicato a un tema complesso, spesso sommerso, ma sempre più urgente: il rifiuto genitoriale. Lo abbiamo realizzato nell’ambito del progetto La Casa di Nilla sostenuto da Con i bambini con la supervisione scientifica del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria e coordinato da Giovanni Lopez, psicologo, psicoterapeuta e responsabile del monitoraggio tecnico del progetto.

Oltre 300 professionisti fra educatori, psicologi, assistenti sociali, magistrati e avvocati, si sono incontrati per confrontarsi, imparare e costruire nuove strategie a sostegno di bambini e adolescenti, alle famiglie in situazioni di rifiuto o conflitto familiare. Un numero che non è solo una partecipazione straordinaria: è il segno tangibile di un bisogno reale, condiviso e profondo. È stata una giornata intensa: ascolto autentico, riflessioni profonde e condivisione di strumenti operativi per sostenere bambini, adolescenti e famiglie nei momenti più fragili. Un’occasione importante per creare rete, confronto e crescita condivisa tra chi ogni giorno lavora nella tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.

Perché parlare di rifiuto genitoriale, oggi?

Perché dietro ogni storia di allontanamento, conflitto o chiusura c’è un bambino che chiede protezione, comprensione e strumenti adeguati. Parlare di rifiuto genitoriale significa: guardare oltre il giudizio; riconoscere la complessità delle dinamiche familiari; formarsi per individuare precocemente i segnali di rischio; costruire interventi più efficaci e coordinati. È un tema che tocca tutti i professionisti della tutela, e che chiede approcci integrati, multidisciplinari e profondamente umani.

Le parole del Presidente, Giancarlo Rafele, sul Seminario “La Tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza”

La XVIII edizione del Seminario Nazionale di Studi ‘La Tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza’, riconosciuto dalla Scuola Superiore di Magistratura, ci ha ricordato quanto sia prezioso il lavoro costruito in questi anni con rigore, continuità e responsabilità. Diciott’anni di confronto, di ricerca, di storie condivise. Ma la cosa più bella, dopo diciotto edizioni, non è essere arrivati fin qui: è esserci arrivati insieme. Il tema di quest’anno, il rifiuto genitoriale, non è stato né semplice né comodo. Ha chiamato in causa ascolto, relazione, limite. E ha richiesto sguardi maturi, competenze vere, disponibilità a guardare dentro le cose quando sarebbe più facile girarsi dall’altra parte. Grazie ai relatori, ai partner e a tutti quelli che ieri hanno riempito la sala, con attenzione e rispetto.

Una giornata di dialogo, ascolto e responsabilità comune

Il seminario ha intrecciato voci autorevoli del mondo educativo, psicologico, sociale e giudiziario, con uno scambio che ha reso evidente un punto: nessuno può affrontare da solo la complessità delle storie familiari ad alta conflittualità. Per questo la giornata è stata così intensa: riflessioni profonde su casi reali e dinamiche relazionali; analisi dei modelli teorici e dei diversi approcci operativi; strumenti pratici per i contesti di servizi sociali, forensi e terapeutici; domande, dubbi, emozioni condivise. Abbiamo sentito forte la responsabilità di costruire un linguaggio comune, un modo nuovo di stare accanto alle famiglie e, soprattutto, ai bambini.

Le voci di chi ha partecipato

Durante il Seminario Nazionale ‘La Tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza’ abbiamo chiesto ai relatori e ai partecipanti cosa significhi affrontarlo insieme, con uno sguardo condiviso tra professionisti, istituzioni e comunità. Le testimonianze degli esperti hanno evidenziato, da prospettive diverse ma convergenti, quanto il tema del rifiuto genitoriale richieda oggi uno sguardo nuovo, competente e condiviso.

Il professore e neuropsichiatra infantile Giovanni Battista Camerini ha sottolineato due punti chiave:

È importante parlare di questo problema perché il fenomeno è sempre più diffuso e ci troviamo sempre più spesso davanti a casi di rifiuto da parte dei figli nei confronti di un genitore. E perché il sistema, in queste situazioni, troppo spesso gira a vuoto e non individua soluzioni efficaci. Mi auguro che i professionisti possano imparare strumenti per riconoscerlo, intercettarlo e soprattutto offrire soluzioni che possano davvero risolverlo.

Marino Maglietta, presidente dell’Associazione Crescere Insieme di Firenze, ha detto

Mi auguro che chi ci ha ascoltato oggi abbia compreso la necessità di unire le forze per invertire questo andamento deleterio per i figli.

La psicologa Luisa Mellace del progetto La Casa di Nilla ha posto l’accento sulla qualità degli interventi

Dall’incontro di oggi spero sia passato un messaggio importante: intervenire con la metodologia corretta è ciò che permette di ottenere risultati efficaci nelle situazioni di alienazione genitoriale, ovvero di rifiuto non motivato. Gli approcci tradizionali non funzionano, come dimostrato scientificamente, mentre servono metodi ispirati ai modelli angloamericani di family bridging, come quello applicato nello spazio neutro Family Reaction del Centro La Casa di Nilla.

Infine Tommaso Raschellà, avvocato penalista, ha evidenziato il valore pratico della giornata

Questo convegno ci ha dato strumenti, a noi professionisti e a tutti i player coinvolti, per comprendere, capire e intervenire in modo corretto, così da arginare i danni che questo fenomeno può generare nei confronti dei minori.

Dal canto loro, i partecipanti hanno portato osservazioni, domande, dubbi e riflessioni che hanno arricchito il confronto: l’esigenza di avere strumenti più chiari per leggere i segnali di un rifiuto genitoriale; la necessità di un linguaggio comune tra servizi e giustizia; il bisogno di sentirsi parte di una rete che sostiene realmente chi opera sul campo; l’importanza di creare sempre più spazi di formazione, dove potersi fermare, ragionare, aggiornare prospettive. Molti hanno raccontato quanto si sentano spesso soli nel gestire situazioni familiari altamente conflittuali. E quanto incontri come questo restituiscano senso, direzione e possibilità di continuare a lavorare con cura e competenza.

Un coro di voci che ci ricorda che la tutela dei bambini e dei ragazzi non è mai un percorso individuale: è una responsabilità collettiva.

Un grazie speciale a chi ha partecipato al Seminario “La Tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza”

Un grazie enorme a chi ha reso possibile tutto questo: ai relatori, i partner del progetto La Casa di Nilla sostenuto da Con i bambini, e tutti i partecipanti che hanno scelto di esserci.
A chi ha creduto nell’importanza di creare spazi di confronto e di condividere strumenti professionali capaci di rafforzare una rete integrata e specifica per la tutela dei bambini e dei ragazzi.

La XVIII edizione del Seminario ci conferma, ancora una volta, che formazione, dialogo e rete sono strumenti indispensabili per proteggere chi è più fragile e per costruire risposte efficaci e consapevoli.
La Calabria è stata oggi luogo di ascolto, riflessione e crescita comune: un passo importante per continuare a tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti con competenza, passione e responsabilità condivisa.