Il tragico epilogo del bambino ucciso a Muggia ci ricorda quanto sia fragile la rete che dovrebbe proteggere i bambini: i segnali che potrebbero prevenire il peggio spesso ci sono, ma non li vediamo, e nel silenzio il rischio cresce. Quando un bambino chiede aiuto, dobbiamo saperlo ascoltare davvero.
Crediamo che ogni bambino abbia diritto a essere tutelato e protetto. Lo Spazio Neutro esiste proprio per questo: è il luogo dove ciò che è nascosto può emergere. Gli ascolti assistiti non sono incontri qualunque, ma momenti in cui un gesto o uno sguardo raccontano ciò che altrove resta invisibile. Per coglierlo servono competenze, continuità, presenza reale. Non basta la buona volontà: servono professionisti formati, spazi preparati e una metodologia chiara. Come sottolinea il nostro presidente e direttore del Centro specialistico La Casa di Nilla, Giancarlo Rafele
Servono luoghi preparati, professionisti formati e spazi dedicati dove l’ascolto sia autentico, rispettoso e competente.
Le valutazioni sulle capacità genitoriali orientano i destini dei bambini: trattarle come formalità significa esporli a rischi enormi. Proteggere davvero vuol dire vedere, intervenire, non distogliere lo sguardo. Non servono romanticismi, dogmi o scorciatoie: serve il coraggio professionale di vedere, di intervenire, di non chiudere gli occhi. Questo è il nostro impegno quotidiano: accogliere, osservare e tutelare ogni bambino. Da 18 anni. Perché ogni bambino ha diritto a essere protetto. E non servono romanticismi, dogmi, scorciatoie o alibi.
Spazi neutri adeguati e professionisti preparati: affinché ogni bambino possa essere realmente ascoltato e tutelato
La nostra posizione sul caso di Muggia non intende attribuire responsabilità né giudicare il singolo caso: è un tema troppo serio per essere affrontato con semplificazioni. La riflessione che vogliamo condividere riguarda il sistema nel suo insieme: la qualità delle osservazioni, delle valutazioni e degli spazi dedicati fa davvero la differenza nella tutela dei bambini, soprattutto quando le situazioni familiari sono fragili o ad alto rischio.
È un richiamo al valore del lavoro di tutti, nei servizi pubblici e nel privato sociale: competenza, ascolto e rigore sono la base comune su cui si costruisce protezione.
Nessuna accusa, non è nostra abitudine farle. Solo la volontà di mantenere alta l’attenzione su ciò che può prevenire il dolore, piuttosto che commentarlo dopo. E gli spazi neutri adeguati, professionisti formati sono essenziali affinché l’ascolto del bambino sia davvero protetto.
Certo, la ricerca della verità e delle eventuali responsabilità spetta alle sedi competenti. A noi, come professionisti, resta il dovere di lavorare con rigore, attenzione e rispetto, affinché ogni bambino possa essere realmente ascoltato e tutelato. E il confronto rispettoso tra professionisti è parte fondamentale di questo impegno.
Perchè tragedie come questa di Muggia non si ripetano mai più nel silenzio di chi avrebbe potuto ascoltare.
L’intervista alla nostra responsabile dell’area educativa de La Casa di Nilla su Vita
Sul nuovo numero del magazine VITA, la giornalista Ilaria Dioguardi racconta il lavoro che svolgiamo negli spazi neutri del Centro La Casa di Nilla e dei percorsi protetti per bambini e famiglie.
Un approfondimento necessario, alla luce del tragico epilogo del piccolo Giovanni di Muggia a Trieste, che la nostra educatrice professionale e responsabile della area educativa, Anna Gatto, ha contribuito a chiarire con competenza e sensibilità.
Nell’intervista spiega che cos’è uno spazio neutro, quando e perché un bambino può incontrare la sua mamma o il suo papà solo sotto lo sguardo di un professionista. Come funzionano questi percorsi di tutela. Anna spiega che
Lo spazio neutro si rivolge a tutti quei genitori che sono maltrattanti nei confronti dei propri bambini, oppure che hanno forti conflittualità con l’altro genitore, oppure a madri e padri con una fragilità nei confronti della situazione che stanno vivendo.
Un contributo prezioso per comprendere il valore dell’ascolto protetto, della professionalità e degli strumenti necessari per garantire la sicurezza dei bambini.
Appronfondisci l’intervista ad Anna Gatto su Vita.