Abbiamo aderito alla campagna partecipativa Sud Vivo promossa da Fondazione con il Sud con la nostra storia di restanza e tornanza in Calabria.
Una campagna che racconta e mette in rete esperienze concrete contro lo spopolamento del Sud Italia. Che raccoglie storie, dati e percorsi capaci di restituire un’immagine diversa del Mezzogiorno. Non un Sud lamentoso, raccontato attraverso ciò che manca, ma un Sud vivo, fatto di esperienze che generano lavoro, inclusione e futuro.
Tra le prime storie pubblicate sul sito della campagna c’è anche la nostra.
Un riconoscimento che per noi ha un valore profondo, perché in questo racconto riconosciamo ciò che ogni giorno proviamo a costruire: persone, scelte e percorsi che stanno già costruendo un Sud diverso, lungo le quattro direttrici della rigenerazione (nascere, restare, tornare, arrivare).
Cos’è la campagna Sud Vivo di Fondazione con il Sud
Sud Vivo è una campagna dedicata al tema dello spopolamento del Sud Italia, affrontato da una prospettiva diversa. Non parte dai problemi, ma dalle soluzioni già in atto.
Raccoglie esperienze di comunità, organizzazioni e persone che costruiscono alternative concrete: lavoro, inclusione sociale, nuove economie, opportunità per restare o tornare.
È una narrazione collettiva che rimette al centro le possibilità.
La nostra storia di restanza e tornanza in Calabria
Nella nostra esperienza in Calabria non esiste una sola risposta allo spopolamento. Esistono percorsi, spesso fragili e complessi, che intrecciano vita, lavoro e comunità. È qui che si colloca la nostra storia di restanza e tornanza in Calabria.
Da un lato, ci sono ragazze e ragazzi che hanno fatto percorsi di accoglienza e protezione. Storie segnate da fratture, ricostruzioni, nuovi inizi. Per molto tempo il futuro è stato difficile anche solo da immaginare. Poi, passo dopo passo, hanno trovato nella cooperativa un luogo capace di accompagnarli: non un punto di arrivo, ma un passaggio verso l’autonomia.
Quando i percorsi si concludono, il legame non si interrompe. Continua in nuove forme, si trasforma in nuove opportunità di formazione, lavoro e responsabilità. Oggi alcuni di loro lavorano nella nostra stamperia sociale Segni di Sogni, dove stampano magliette, shopper, oggetti in 3D, costruendo competenze e fiducia in sé stessi.
Nei prossimi mesi inizieranno nuove esperienze lavorative anche in una gelateria sociale e nel bistrot/libreria COSE, spazi che abbiamo immaginato come luoghi di inclusione e crescita, nel cuore della città di Catanzaro. Progetti nati anche grazie al sostegno di Fondazione con il Sud, che accompagna iniziative capaci di generare sviluppo locale e attivare comunità.
Accanto a questi percorsi, c’è anche una storia di ritorno.
C’è chi, dopo aver costruito altrove il proprio percorso professionale, ha scelto di tornare in Calabria per mettere competenze ed esperienza al servizio del territorio. Non un ritorno nostalgico, ma una scelta consapevole: trasformare il proprio percorso in responsabilità e possibilità, riportando valore in un contesto che troppo spesso vede partire le sue energie migliori.
Perché condividere storie contro lo spopolamento
Sono storie diverse, ma unite dallo stesso filo: la cooperativa come luogo che accompagna ma non trattiene, che genera opportunità capaci di continuare anche oltre sé stessa.
È questo, per noi, il senso profondo della restanza e della tornanza. Non concetti astratti, ma scelte quotidiane. Sono volti, percorsi che costruiscono futuro, anche dove sembra più difficile.
Aderire a Sud Vivo significa riconoscersi dentro una narrazione più ampia: quella di un Sud che non si racconta più per mancanze, ma per possibilità.
Per questo vi invitiamo a leggere e condividere la nostra storia
Condividila sui tuoi canali con l’hashtag #SudVivo.
Se sei un’associazione o un cittadino e stai costruendo un’esperienza contro lo spopolamento, raccontala: ogni storia contribuisce a cambiare lo sguardo sul Sud. Più queste storie circolano, più cresce la possibilità di cambiarlo.
Perché il Sud cambia anche così: cambiando narrazione, passando dal racconto della rassegnazione a quello della possibilità. Ed è necessario il contributo di tutti e di ciascuno per scriverlo.