Violenza di genere

In venti anni di esperienza nella gestione di strutture tutelari, abbiamo potuto constatare che quando un minore esposto a violenza familiare viene collocato in casa famiglia (o altra struttura), diviene poi estremamente difficile favorirne il ricollocamento in famiglia al momento delle sue dimissioni. Questo perchè spesso non è stato possibile attuare, parallelamente, all’intervento sul minore, un analogo intervento riabilitativo con il genitore maltrattante (frequentemente il padre) volto alla risoluzione intra ed inter-personali delle dinamiche violente.

Il progetto IL BUON GENITORE, finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri interviene su questo anello debole del processo di risoluzione della violenza, sviluppando in via sperimentale progetti d’intervento personalizzati per padri violenti, che prevedano anche il coinvolgimento di altri membri della famiglia e l’accesso alle risosrse rimaste inesplorate o inutilizzate.

I partner

Le azioni progettuali presuppongono la costruzione di una rete di servizi territoriali che collaborino alla realizzazione degli interventi. Questi ultimi, come da esperienza e letteratura sul tema, devono svilupparsi su piani multidimensionali e coordinati. È infatti noto che tra i fattori di rischio che concorrono alla genesi ed al mantenimento delle violenze familiari, oltre a problematiche di ordine personologico e dinamico-relazionale, concorrono fattori sociali, culturali ed economici. Dunque, per risolvere la violenza e prevenirne le recidive è necessario, attraverso un accurato assessment, individuare dapprima le cause e quindi le strategie e gli strumenti d’intervento.

  • Ambito Territoriale Sociale di Catanzaro
  • Ambito Territoriale Sociale di Crotone
  • Ambito Territoriale Sociale di Soverato
  • Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro
  • Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia
  • Questura di Catanzaro
  • Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna
  • Università degli Studi La Sapienza di Roma

Azioni previste

  • Censimento e analisi della casistica di violenza domestica e di genere
  • Formazione specialistica per gli operatori del progetto e dei servizi territoriali
  • Assesment psico-socio-sanitario dei fattori di rischio correlati alla violenza
  • Strutturazione di percorsi di interventi specici sugli autori di violenza
  • Costituzione gruppo di lavoro multidisciplinare e multiagency
  • Percorsi di trattamento individuali e familiari
  • Attivazione di gruppi di auto-mutuo aiuto
  • Valutazione dell’effcacia e dell’effcienza dell’intervento
  • Follow-up
  • Report di progetto e convegno nale

Risultati attesi

  • Interruzione delle condotte violente
  • Formazione di operatori specializzati per il trattamento di soggetti violenti
  • Costruzione di una rete di professionisti e servizi territoriali
  • Riduzione della spesa pubblica correlata all’utenza del progetto
  • Prevenzione dei rischi di perpetuazione del ciclo della violenza familiare
  • Sensibilizzazione della popolazione sulle possibilità di intervento

Momenti del Corso di Alta Formazione rivolto agli Operatori dei Servizi Territoriali