Contrasto al bullismo

I mass media utilizzano spesso il termine “bullismo” per parlare di tutte le manifestazioni di disagio, violenza ed aggressività che riguardano i bambini ed i ragazzi, generando un forte disorientamento nell’opinione pubblica. Tant’è che risulta difficile stabilire se l’exploit del fenomeno del bul­li­smo e del cyberbullismo sia da attribuire all’attenzione che gli conferiscono, appunto, giornali e televisioni o alla reale imple­mentazione di stili comportamentali prevaricanti tra bambini e pre­ado­lescenti.

Sta di fatto che con frequenza sempre più significativa si registrano episodi di comportamento deviante nelle fasce di età giovanili, che vengono tradotti sotto la voce “bullismo”. Spesso questo termine non risulta essere adeguato a definire tutti gli eventi osservati, che in molti casi sono sottesi da dinamiche tra loro diverse. Un’analisi più approfondita degli avvenimenti riportati dalla cronaca, anche recente, infatti, rivela una serie di fenomeni più specifici, quali il vandalismo, la violenza privata, la devianza sociale o, addirittura, alcune fattispecie di reato contro la persona.

Distinguere la natura di questi comportamenti è una necessità che permette di comprendere in prima analisi i contesti, le motivazioni e le dinamiche da cui essi scaturiscono e, quindi, di rilevare le conseguenze sui minori coinvolti e sulla comunità.

In questo contesto di senso si inerisce il progetto “Meno bulli, più belli” proposto dall’Istituto d’Istruzione Superiore “E. Fermi” di Catanzaro lido, in collaborazione con altri quattro istituti scolastici calabresi (Istituto di Istru­zione Superiore “La Cava” di Bovalino, Istituto Professionale di Stato “Barlacchi” di Crotone, Istituto di Istruzione Superiore “Galilei” di Trebisacce, Istituto Professionale di Stato “Gagliardi” di Vibo Valentia), finanziato dall’Assessorato alla Scuola della Regione Calabria nell’ambito del Piano per il diritto allo studio 2016-2017 ed affidato al coordinamento ed alla gestione della cooperativa sociale “Kyosei” di Catanzaro. Di fondamentale importanza è stata la collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria.

L’approccio è stato del tipo multidisciplinare ed ha visto il coinvolgimento diretto sia degli inseganti che degli alunni delle cinque scuole. Essi non sono stati soltanto i destinatari e beneficiari delle attività, ma ne sono divenuti protagonisti diretti attraverso i lavori di gruppo e la realizzazione del DVD allegato al volume “Bullismo e cyberbullismo. Manuale per docenti, genitori, educatori e ragazzi“, destinato ad essere una guida per insegnanti, educatori e genitori.

Tutti i partner del progetto sono convinti che il compito di una scuola che riconosca la propria funzione educativa è quello di non chiudere gli occhi e di entrare nelle dinamiche cercando di orientarle con interventi di prevenzione non episodici e con percorsi diretti al contrasto; sono convinti, altresì, che una scelta di “rete” basata su principi educativi che coinvolga in primo luogo i diretti interessati, ossia gli alunni e gli insegnanti, possa fornire una risposta sufficientemente adeguata all’esigenza di ogni bambino e di ogni ragazzo di vivere con serenità o contesti di socializzazione tra pari e, quindi, prevenire le ricadute negative del bullismo e della devianza.

Maggiori informazioni sul sito www.menobullipiubelli.it (in costruzione)