Agricoltura sociale

I ragazzi allontanati dalla famiglia e collocati in strutture protette a causa di violenze sessuali e maltrattamenti, quando cessano lo status di minore tutelato si trovano in una particolare situazione di difficoltà: essi non possono tornare in famiglia ma non possono nemmeno continuare a vivere nella struttura tutelare poiché le norme non lo consentono. Questa particolare situazione impone alle strutture tutelari la necessità di accompagnare i giovani al lavoro ed all’autonomia. Il passaggio dal contesto protetto della struttura tutelare, in cui si è vissuti per un tempo più o meno lungo, a nuove forme di relazione e di autonomia non è facile per nes­sun giovane, neppure per coloro che pos­siedono risorse personali e familiari stabili. Si tratta di un compito ancor più arduo per quei ragazzi che si confrontano con il disagio deri­vante da condizioni di svantaggio personale, materiale, sociale, relazionale e che hanno alle spalle una famiglia carente, vulne­rabile o, addirittura, maltrattan­te. Nella letteratura scientifica, tali soggetti prendono il nome di care leaver che indica, appunto, i giovani che lasciano l’accoglienza territoriale.

L’obiettivo primario della Fattoria Casa di Nilla, pertanto, è quello di favorire l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti fragili e vulnerabili attraverso attività di agricoltura sociale e di promozione territoriale, valorizzando le loro capacità e sensibilizzando le persone a sentire la diversità come fondamento di una società in cui la solidarietà non si riduce ad un sentimento vago di attenzione verso gli altri, ma è la determinazione ad impegnarsi per il bene comune.

In generale, il progetto intende intervenire sui fat­tori di protezione individuali e sociali dei soggetti deboli, favorendo da un lato l’acqui­sizione di migliore autostima ed autonomia so­cia­le e prevenendo, dunque, i rischi di sviluppo psicopatologico insiti nei giovani che hanno sperimentato relazioni di attaccamento fragili o gravemente disfunzionali. D’altro canto, il pro­get­to mira all’inserimento in un contesto pro­dut­tivo che favorisca l’instaurarsi di nuove rela­zioni sociali ed il confronto con un sistema or­ga­­­nizzati­vo e di valori positivo.

In sostanza, quello che vorremmo creare è un “buon lavoro” per persone che rischierebbero di non averne mai uno. Un “lavoro dignitoso”, in cui ciascuno possa dare secondo le proprie pos­­sibilità e che si svolga in un ambiente favo­revole, in cui le relazioni umane siano positive, serene, cordiali perché improntate al rispetto reciproco e alla collaborazione. Un lavoro che si inserisca nelle reali esigenze del mercato, “re­tri­buito equamente”, che contribuisca a cos­tru­ire un’economia solidale per poter affer­ma­re che eco­no­mia e solidarietà possono e de­vo­no incontrarsi.

In tale ambito si colloca anche il Progetto Coltiviamo Valori che la cooperativa ha presentato a valere sul PSR Calabria, Misura 16.9.1 in ATS con:

  • Azienda agricola nata da spin off
  • Comune di Fossato Serralta
  • Comune di Pentone
  • Comune di Taverna
  • Comune di Sersale
  • Comune di Zagarise
  • Cooperativa sociale Futura
  • Locanda Pecora Nera
  • Comune di Catanzaro (partner esterno)